Droni per il monitoraggio della fauna selvatica e della biodiversità 🦅
Studiare gli animali selvatici e gli ambienti in cui vivono richiede tempo, osservazioni ripetute e strumenti adatti al contesto. In alcuni casi, raggiungere determinate aree può essere complicato; in altri, la presenza frequente di persone rischia di interferire con il comportamento degli animali.
I droni per il monitoraggio della fauna selvatica possono offrire nuove possibilità di osservazione, permettendo di raccogliere immagini dall’alto e documentare habitat, cambiamenti ambientali e alcune attività degli animali. Se utilizzati correttamente, possono integrare il lavoro di ricercatori, enti di tutela ambientale e professionisti impegnati nello studio del territorio.
La tecnologia, però, non è automaticamente innocua. Rumore, quota di volo, traiettoria e presenza del velivolo possono disturbare alcune specie, soprattutto durante periodi delicati come la riproduzione o la nidificazione. Per questo motivo, ogni progetto deve partire da una domanda scientifica chiara e da una valutazione dell’impatto potenziale. 🌿
🌱 Perché utilizzare un drone per studiare la fauna?
Il principale vantaggio consiste nella possibilità di osservare determinate aree senza dover raggiungere ogni punto a piedi. Le riprese aeree possono aiutare a descrivere la distribuzione degli habitat e a documentare cambiamenti che, osservati da terra, sarebbero più difficili da interpretare.
Tra gli ambiti di applicazione rientrano:
- Osservazione degli habitat: documentare la struttura di aree naturali, zone umide, prati, boschi e altri ambienti.
- Monitoraggio delle trasformazioni ambientali: confrontare immagini raccolte in periodi differenti per individuare cambiamenti visibili del territorio.
- Documentazione di colonie e siti di nidificazione: solo quando il metodo è appropriato, autorizzato e non introduce un disturbo inaccettabile.
- Supporto alla ricerca: produrre immagini e dati complementari alle osservazioni sul campo e agli altri metodi di campionamento.
- Cartografia degli ambienti: realizzare ortofoto o modelli del terreno per descrivere le caratteristiche di un’area.
Non tutte queste applicazioni sono adatte a ogni specie. In particolare, osservare un animale dall’alto non garantisce che sia possibile identificarlo correttamente, contarne gli esemplari o ricavare informazioni attendibili sul suo stato di salute.
🔭 Quali attività di monitoraggio sono possibili?
Studio degli habitat naturali
Un drone può essere utilizzato per documentare la distribuzione di elementi ambientali come specchi d’acqua, radure, aree aperte, vegetazione e margini tra habitat differenti. Le immagini possono contribuire a costruire una base cartografica utile per pianificare sopralluoghi e analisi successive.
Con acquisizioni ripetute e metodologie coerenti, i ricercatori possono confrontare la copertura del suolo e osservare trasformazioni visibili. Per attribuire un cambiamento a una causa precisa, tuttavia, sono necessarie ulteriori informazioni: una fotografia mostra ciò che è visibile, ma non spiega da sola perché un ambiente sia cambiato.
Osservazione degli uccelli e delle aree di nidificazione
Le riprese aeree possono sembrare una soluzione semplice per osservare nidi, colonie o aree frequentate dagli uccelli. In realtà, proprio in questi contesti la prudenza è fondamentale.
La presenza di un drone può indurre gli animali ad allontanarsi, interrompere attività di alimentazione o modificare il comportamento degli adulti. In prossimità dei nidi, anche un disturbo breve può avere conseguenze da valutare attentamente.
Prima di effettuare un rilievo, è quindi opportuno confrontarsi con biologi, ornitologi o responsabili dell’area protetta e valutare se esistano metodi alternativi meno invasivi, come osservazioni da punti fissi, fototrappole o strumenti installati senza sorvolo diretto.
Monitoraggio delle zone umide
Lagune, stagni e paludi sono ambienti importanti per molte specie e possono essere difficili da attraversare. Le immagini aeree possono aiutare a documentare l’estensione degli specchi d’acqua, la distribuzione della vegetazione e le trasformazioni delle sponde.
In alcuni progetti, queste informazioni vengono integrate con rilievi a terra, dati meteorologici e osservazioni biologiche. Il drone costituisce quindi una fonte aggiuntiva di dati, non un sostituto completo delle attività di campionamento e studio.
Documentazione dei cambiamenti ambientali
Incendi, erosione, eventi meteorologici intensi e modifiche nell’uso del suolo possono trasformare gli habitat. Un rilievo aereo può fornire una documentazione visiva dello stato di un’area in un determinato momento e aiutare a pianificare eventuali verifiche successive.
Per studiare le conseguenze sulla fauna, le immagini devono essere associate a osservazioni specifiche: per esempio, la presenza di specie rilevate sul campo o le caratteristiche dell’habitat. Non è corretto dedurre automaticamente la salute di un ecosistema dalla sola apparenza delle immagini.
📷 Fotocamere, termocamere e altri sensori
La strumentazione deve essere scelta in base alla specie, all’ambiente e alla domanda di ricerca. Un sistema più sofisticato non è necessariamente migliore se aumenta il disturbo o raccoglie dati che non servono al progetto.
- Fotocamera RGB: utile per documentare il paesaggio e gli elementi visibili dell’habitat.
- Ottica con zoom: può consentire di osservare alcuni dettagli da una distanza maggiore, senza però eliminare i rischi di disturbo.
- Sensori multispettrali: possono aiutare a studiare alcune caratteristiche della vegetazione, se la raccolta e l’analisi dei dati sono adeguate all’obiettivo.
- Termocamera: può essere utilizzata in progetti specifici per rilevare differenze di temperatura apparente, ma il risultato dipende da molti fattori e non identifica automaticamente una specie.
- Fotogrammetria: consente di produrre ortofoto e modelli tridimensionali per descrivere la morfologia dell’ambiente.
Nel monitoraggio della fauna, la scelta dei sensori deve tenere conto anche delle condizioni di luce, della vegetazione, della distanza dall’animale e della capacità di interpretare correttamente i dati. Per molte attività biologiche, le osservazioni sul campo restano indispensabili.
🛡️ Come ridurre il disturbo agli animali
Un progetto responsabile deve considerare l’impatto del volo prima ancora di scegliere il drone. L’obiettivo non è avvicinarsi il più possibile agli animali, ma ottenere le informazioni necessarie limitando l’interferenza con il loro comportamento.
Alcune precauzioni da valutare con i professionisti e con i responsabili dell’area sono:
- Definire la necessità del volo: verificare se il dato richiesto possa essere ottenuto con un metodo meno invasivo.
- Conoscere le specie presenti: individuare periodi riproduttivi, siti sensibili e comportamenti che potrebbero essere influenzati dal sorvolo.
- Stabilire distanze e traiettorie: pianificare il percorso in modo prudente, sulla base delle indicazioni scientifiche e delle condizioni locali.
- Interrompere l’attività se necessario: se si osservano segnali di disturbo, occorre seguire il protocollo stabilito e sospendere il volo quando richiesto.
- Limitare la raccolta di dati non necessari: evitare di documentare persone o proprietà private quando non serve al progetto.
- Archiviare i dati con attenzione: proteggere le informazioni sensibili, comprese quelle che potrebbero rendere facilmente individuabili specie vulnerabili o siti delicati.
Non esiste una distanza universale che garantisca l’assenza di disturbo per tutte le specie e in ogni situazione. Le precauzioni devono essere definite in funzione del contesto, delle indicazioni degli esperti e delle regole applicabili.
⚖️ Normativa e aree protette: cosa verificare prima del volo
Un’area naturale non è automaticamente accessibile ai droni. Parchi, riserve e altre zone sottoposte a tutela possono prevedere limitazioni o condizioni specifiche. Prima di pianificare il rilievo è necessario verificare le regole dello spazio aereo e quelle applicabili all’area interessata.
Consulta le informazioni ENAC sulle zone geografiche e le limitazioni per i voli con droni. Per operazioni che richiedono valutazioni aggiuntive, è utile consultare anche le indicazioni EASA sulla valutazione del rischio nella categoria specifica.
Oltre alle regole aeronautiche, possono essere necessarie verifiche con l’ente gestore dell’area, l’autorità competente o il proprietario del sito. Eventuali permessi per accedere a un luogo non sostituiscono le verifiche necessarie per effettuare il volo, e viceversa.
Le condizioni dipendono dalla località, dal tipo di operazione e dalle specie coinvolte. È quindi importante evitare di dare per scontato che un volo sia consentito soltanto perché il drone è piccolo o perché l’attività ha finalità scientifiche.
🧪 Come progettare una campagna di monitoraggio
Per raccogliere dati davvero utili, il progetto dovrebbe essere sviluppato insieme a chi si occuperà della loro interpretazione. Un buon piano di lavoro può seguire queste fasi:
- Definizione della domanda: stabilire quale fenomeno si vuole osservare e quale dato può rispondere alla domanda.
- Valutazione dell’impatto: analizzare il possibile disturbo alla fauna e considerare metodi alternativi.
- Verifica dei vincoli: controllare spazio aereo, regole locali, accessi e autorizzazioni eventualmente necessarie.
- Scelta della strumentazione: individuare sensore, risoluzione e modalità di acquisizione adeguati.
- Pianificazione delle sessioni: definire calendario, condizioni ambientali e criteri per rendere confrontabili i rilievi.
- Raccolta e organizzazione dei dati: archiviare le immagini con riferimenti temporali e spaziali, secondo il protocollo del progetto.
- Analisi e validazione: confrontare i dati con osservazioni sul campo e verificare i risultati prima di trarre conclusioni.
Per un progetto che prevede più campagne, è particolarmente importante mantenere procedure coerenti. Voli realizzati in stagioni diverse, con sensori differenti o con condizioni di acquisizione non comparabili possono rendere più difficile interpretare le variazioni osservate.
💶 Quanto costa un servizio con drone per la ricerca ambientale?
Il costo dipende dalle caratteristiche del progetto e non soltanto dalla durata del volo. Un’attività di documentazione visiva può avere esigenze molto diverse da una campagna scientifica con sensori specialistici e analisi dei dati.
Tra i principali fattori da considerare:
- Estensione e accessibilità dell’area da studiare.
- Numero di sessioni di volo e necessità di ripetere le acquisizioni.
- Tipo di drone e sensori richiesti.
- Complessità della pianificazione e delle misure di tutela ambientale.
- Eventuali autorizzazioni e coordinamento con gli enti responsabili.
- Elaborazione delle immagini, cartografia e preparazione dei report.
- Competenze scientifiche o tecniche necessarie per interpretare i risultati.
Quando richiedi un preventivo, specifica se ti servono soltanto le immagini o anche un’analisi. Se il progetto è scientifico, concorda in anticipo il formato dei dati, i metadati da conservare e le modalità di verifica.
🤝 Come trovare un professionista per un progetto ambientale
Non tutti gli operatori di droni hanno esperienza nel monitoraggio ambientale. Per un progetto sulla fauna selvatica è importante cercare un professionista che sappia lavorare con protocolli precisi e che sia disponibile a coordinarsi con biologi, ricercatori o responsabili dell’area.
Prima di affidare l’incarico, chiedi informazioni sull’esperienza in contesti naturali, sulla strumentazione disponibile, sulle misure previste per limitare il disturbo e sui prodotti finali che saranno consegnati.
Su Dronist puoi consultare gli operatori e contattare professionisti da valutare per il tuo progetto. Descrivi l’ambiente, l’obiettivo scientifico o documentale e gli eventuali vincoli dell’area: aiuterà a capire se il servizio proposto è adatto alle esigenze reali.
❓ Domande frequenti
I droni possono contare gli animali selvatici?
In alcuni progetti possono contribuire a rilevare o contare esemplari visibili nelle immagini. L’affidabilità dipende dalla specie, dalla vegetazione, dalla risoluzione, dalle condizioni di acquisizione e dal metodo di analisi. I risultati devono essere validati quando vengono utilizzati per finalità scientifiche o gestionali.
Una termocamera permette di individuare qualsiasi animale?
No. La termografia può evidenziare differenze di temperatura apparente, ma la rilevabilità dipende da dimensioni dell’animale, ambiente, vegetazione, condizioni meteorologiche, distanza e caratteristiche del sensore. Non garantisce il rilevamento di tutte le specie.
Si può volare sopra un parco naturale?
Non è possibile dare una risposta valida per ogni parco. Occorre verificare le limitazioni aeronautiche e le regole specifiche dell’area, oltre agli eventuali permessi richiesti dall’ente gestore.
Il monitoraggio con drone può sostituire le fototrappole?
Non in generale. I due strumenti raccolgono dati differenti: un drone fornisce osservazioni aeree in momenti specifici, mentre una fototrappola può documentare il passaggio degli animali in un punto per periodi prolungati. La scelta dipende dalla domanda di ricerca.
Come si evita di disturbare la fauna?
Occorre valutare la necessità del volo, conoscere le specie presenti, pianificare traiettorie e distanze prudenti e seguire le indicazioni degli esperti. Se il disturbo non può essere ridotto a un livello accettabile, è preferibile ricorrere a un metodo alternativo.
In sintesi: i droni possono ampliare le possibilità di osservazione degli ambienti naturali e contribuire alla raccolta di dati utili per la ricerca. Il loro impiego è davvero efficace quando la qualità delle informazioni viene bilanciata con il rispetto della fauna, la tutela degli habitat e una corretta interpretazione scientifica. 🦅🌿

